Intervista a Sean Flaherty

Durante la recente Worldwide Distributor Conference 2010 di Nemetschek Vectorworks Inc., tenutasi ad Annapolis nel Maryland, abbiamo avuto il piacere di intervistare Sean Flaherty, amministratore delegato della società americana che produce il rinomato prodotto CAD “Vectorworks”.

Mr. Sean Flaherty

Mr. Flaherty è laureato in ingegneria presso l’Università del Maryland ed è un veterano del settore CAD: per oltre 20 anni è stato un innovatore ed un fautore dello sviluppo di software per progettazione che sia quanto più possibile vicino al modo di pensare dei progettisti.

Mr. Flaherty, potrebbe farci una presentazione di Lei e della sua azienda?
La società è stata fondata nel 1985 e ha prodotto da sempre una sola linea di software. Si trattava, quando iniziammo, di MiniCad, un programma in origine solo 3D e sviluppato esclusivamente per Macintosh. Da allora lo abbiamo espanso, creando una vera e propria linea di prodotti con il nome Vectorworks, in modo da adattarlo a diversi settori di progettazione, su piattaforme diverse (Mac e Windows) e con funzioni aggiuntive, oltre al semplice 3D, in modo da soddisfare un ampio spettro di clienti. Nel 2000 la società è entrata a far parte del gruppo Nemetschek AG ed attualmente operiamo con il nome di Nemetschek Vectorworks Inc.; la nostra sede si trova a circa 40 km a nord di Washington, DC.
Ho lavorato in questa azienda fin dalla sua costituzione, quasi 25 anni fa. Richard Diehl, il fondatore, mi assunse come primo programmatore a tempo pieno per aggiungere funzioni 2D al prodotto. Mi sono sempre occupato della divisione sviluppo della società, fino a diventare CTO (Chief Technology Officer – direttore dello sviluppo) mentre l’azienda cresceva di importanza. In cuor mio, mi ritengo da sempre una figura operativa.

Da quanto tempo lei è CEO (Chief Executive Officer – amministratore delegato)?
Sono diventato amministratore delegato nel 2005.

Può descrivere il modo in cui prendete decisioni circa la direzione di sviluppo del vostro software?
Quando pianifichiamo l’evoluzione dei nostri prodotti, ci focalizziamo su due filoni principali: le richieste da parte dei clienti ed i trend futuri del mercato.
Le richieste dei nostri clienti ci raggiungono attraverso molteplici canali. I nostri distributori internazionali, come VideoCOM in Italia, ci forniscono dei feedback attivi prima, durante e dopo la fase interna di pianificazione del prodotto. Il web ha inoltre “ristretto” il mondo, per cui siamo in grado di ricevere suggerimenti e indicazioni da tutti grazie ai nostri forum, alle mailing list ed ovviamente alle email che ci vengono inviate direttamente. Effettuiamo e riceviamo anche molte visite dirette da parte dei nostri clienti, che hanno dunque la possibilità di correlarsi immediatamente con il nostro staff.
I trend futuri del mercato sono più difficili da assecondare, dato che ci si trova a dover prevedere quello che i clienti vorranno fra cinque o dieci anni. Abbiamo molti dipendenti che provengono dai settori industriali su cui ci concentriamo e sono quindi proprio loro ad effettuare un controllo costante in tal senso, verificando l’eventuale possibilità di un approccio in grado di risolvere i problemi dei clienti in maniera innovativa rispetto ai miglioramenti incrementali che già applichiamo alle funzionalità esistenti nelle versioni del programma che via via si sviluppano. Il BIM (Building Information Modeling) è l’ esempio tipico di una tendenza che si sta lentamente ma costantemente affermando: ci stiamo da anni focalizzando per implementare l’infrastruttura di Vectorworks in modo da supportare al meglio tale metodologia di lavoro.

Molti sostengono che Vectorworks sia principalmente un’applicazione CAD di tipo 2D. Qual è la sua opinione?
Penso che ci sia bisogno di fonti più aggiornate! Con le versioni recenti di Vectorworks nel settore dell’architettura, ritengo che noi abbiamo chiaramente tracciato la rotta. Abbiamo analizzato con attenzione il mercato del design aerospaziale ed automobilistico, in modo da capire quale fosse in assoluto la miglior tecnologia 3D su cui basare le fondamenta del nostro sistema BIM.
La nostra capacità di combinare oggetti solidi, superfici libere ed oggetti architettonici di tipo BIM in un ambiente di modellazione integrato è in assoluto la più efficace del mercato. Per raggiungere quest’obiettivo, abbiamo acquisito in licenza soluzioni di levatura mondiale come Parasolid e DCM (Dimensional Constraint Manager – gestore vincoli parametrici) da Siemens PLM Systems. Ovviamente il nostro ambiente di disegno 2D rimane un punto cruciale, ma abbiamo anche ricostruito dalle fondamenta un’applicazione 3D di prima classe!

Qual è la sua visione di Vectorworks rispetto ad altri applicativi CAD?
Come ho già accennato, la leadership nel 3D è stata per noi un obiettivo chiave degli ultimi dieci anni di Vectorworks. Anche se nel prossimo futuro il 2D continuerà a giocare un ruolo importante, sempre più progetti vengono ormai pensati e realizzati in 3D, dato che appare la sola strada per poter trattare con completezza il tema dele relazioni spaziali. Il nostro intento è perciò quello di apprendere dall’industria del CAD meccanico i concetti del “fully-automated product delivery” ed adattarli all’ambiente BIM.
Siamo rimasti veramente sorpresi nello scoprire che le capacità 3D di base dei nostri concorrenti siano, tutto sommato, così limitate: per riuscire a fornire una soluzione realmente 3D ai progettisti, occorre essere in grado di modellare veramente “tutto”.
Altro elemento di cruciale importanza è quello di espandere le potenzialità del software mantenendo però la facilità d’uso e la semplicità di apprendimento. Spesso, quando sviluppiamo nuove versioni del nostro software, ci focalizziamo al massimo su quello che dobbiamo togliere e su quello che dobbiamo aggiungere: devo dire che abbiamo un’ottima reputazione nella gestione della problematica dell’equilibrio fra la facilità d’uso e le funzionalità più o meno sofisticate del prodotto.

Può darci qualche informazione sul futuro di Vectorworks?
Non penso che le nostre linee-guida nello sviluppo cambieranno nei prossimi cinque anni, particolarmente nell’area del BIM. Stiamo al momento definendo ulteriori partnership tecnologiche che contribuiranno ad apportare miglioramenti veramente importanti alla linea Vectorworks, permettendoci di ottenere risultati di altissimo livello. Attualmente molti studi di progettazione stanno ancora lottando per compiere un passo decisivo: passare dal disegno tecnico alla modellazione. Vectorworks si trova in una posizione unica sul mercato: è uno dei pochissimi software che permettono di fare un passaggio graduale al BIM. Per conseguire questo risultato, abbiamo bisogno di continuare a lavorare nella direzione intrapresa finora.

La sua opinione è che il mercato CAD europeo sia maturo o lei ritiene che ci siano ancora spazi di espansione?
Il mercato europeo può essere considerato maturo nel senso che quasi ogni architetto ha già adottato, in qualche forma, un sistema CAD. L’opportunità di ulteriori espansioni deriva dal fatto che molti studi stanno usando un sistema CAD alla stregua di tecnigrafo elettronico e non invece come un sistema di disegno parametrico. Una parte del mercato ha difficoltà a effettuare questo cambiamento, ma è primaria responsabilità di noi produttori di sistemi CAD rendere tale passaggio più semplice e meno costoso. Ritengo quindi che le possibilità di crescita in Europa saranno conseguenti all’adozione di standard efficaci per l’interscambio informatico dei modelli degli edifici fra gli studi di progettazione e le società costruttrici: ora ciò avviene su base individuale, tra azienda ed azienda, ma non esiste ancora una struttura su base normativa a livello europeo.

Come ritiene che Vectorworks possa operare in modo collaborativo con le diverse soluzioni CAD e le altre applicazioni BIM?
Ci siamo focalizzati da tempo su standard aperti per l’interscambio delle informazioni BIM. Nel caso dei modelli architettonici, il formato IFC è l’unica soluzione completa oggi disponibile – ed abbiamo lavorato duramente negli ultimi cinque anni per realizzare un translator di alta qualità. I risultati ottenuti sono ottimi e posso dire che oggi è più veloce trasferire un modello usando lo standard IFC rispetto a quanto lo sia usando un qualsiasi altro formato, dato che è l’unico in grado di trasportare completamente sia le informazioni architettoniche che la geometria di un edificio. Per supportare questo obiettivo, abbiamo lavorato di concerto con diversi enti certificatori a livello mondiale, come la buildingSMART Alliance, l’Amministrazione dei Servizi Generali degli Stati Uniti e la Statsbygg (agenzia governativa Norvegese) per effettuare i test secondo i parametri degli standard più recenti: in tutti i casi abbiamo soddisfatto i requisiti di compatibilità e stiamo documentando il flusso di lavoro che i nostri clienti devono seguire per utilizzare con efficacia il formato IFC.

La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e le facciamo i migliori auguri per il suo lavoro.
Grazie a voi.

Invia un commento

 

CAPTCHA
*