Mimesi 62: poetica della costruzione

Fondato nel 1996 da Giuseppe Giusto, Antonella Maggini e Domenico Pagnano, Mimesi 62 Architetti Associati è uno studio di progettazione multidisciplinare con sede a Firenze.

I tre i titolari si sono laureati in Architettura a Firenze e Giusto, dal 1999, è docente a contratto presso la stessa facoltà.

Nel 2009 Mimesi 62 ha vinto il primo premio nel concorso internazionale per la ristrutturazione dell’area PR8 a Viareggio. Nel 2010 ha ottenuto il secondo premio nel concorso di idee per la riqualificazione urbana dell’area fra Piazza Martiri della Libertà e Piazza Garibaldi in Casciana Terme (Pisa).

Dal 1996 ad oggi hanno vinto diversi concorsi confrontandosi anche in competizioni con architetti vincitori della Medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA,) come Arata Isozaki, e vincitori del Premio Pritzker come Jean Nouvel e Richard Rogers.

Il nome Mimesi” si riferisce alla porta mimetica della loro prima sede posta al numero civico 62, il cui fronte imitava l’esterno in pietra dell’edificio. Mimesi è anche imitazione della vita attraverso l’arte.

Gli architetti Giusto, Maggini e Pagnano progettano un’ampia gamma di edifici e spazi pubblici puntando alla flessibilità e regolando l’offerta sulle esigenze dei clienti.

Domenico Pagnano, Giuseppe Giusto e Antonella Maggini

Questa idea allusiva guida il lavoro dello Studio, infondendo negli spazi un sottile simbolismo e riferimenti metaforici. I risultati del gruppo sono profondamente artistici. “Tutti noi aspiriamo ad essere poeti” dice Pagnano. “I vertici delle nostre carriere si raggiungono quando, da soli o in compagnia di altri poeti, vediamo i nostri poemi farsi realtà”. Con una grande ricchezza di dettagli stratificati, le realizzazioni architettoniche di Mimesi 62 sono poemi fisici. Come nell’arte della poesia, l’effetto multisensoriale di ogni spazio è essenziale per la progettazione. Lo Studio sottoscrive la filosofia di Rudolph Steiner, che andando oltre i cinque sensi di base ne classifica dodici, includendo il senso della vita, del movimento, del bilanciamento, del calore, del linguaggio, del concetto e dell’io. Dodici i sensi riscontrabili nei progetti di Mimesi 62 che assumono, sotto quest’aspetto, un ulteriore stimolo creativo.

Il team di Mimesi 62 vede l’architettura come un barometro dell’attività culturale che guida il progresso dell’umanità. “Noi crediamo che l’architettura possa essere paragonata al sito di una grande costruzione, la casa dell’umanità, e il suo ruolo è l’interpretazione e la rappresentazione della sua evoluzione, delle sue interruzioni e della conseguente discontinuità”, dice Maggini. “Ogni progresso è come l’avanzamento della costruzione di un edificio; il suo risultato è una società un po’ più evoluta che può lentamente assorbire nuovi modi di vivere. Condividiamo il pensiero di Jean Nouvel , quando scrive che il compito dell’architettura è di creare la definizione culturale dello spazio costruito”

L’architettura dunque trascende l’edificio in sé, per agire come rappresentazione di una cultura in costante divenire.

La nuova Piazza Varlungo

In senso poetico, il passaggio in Piazza Varlungo sta alla confluenza fra la memoria e l’immaginazione; esplorare questo spazio è come intraprendere un viaggio all’indietro nel tempo. Attraversando quest’area pedonale a Firenze, si viaggia attraverso l’evoluzione della città dal suo nucleo romano ai suoi viali ottocenteschi al di là delle sue periferie amorfe non ancora categorizzate. Come “punto di passaggio” fra la città e il suo territorio limitrofo, Piazza Varlungo rappresenta una porta simbolica.

Il passaggio in Piazza Varlungo sta alla confluenza fra la memoria e l’immaginazione; esplorare questo spazio è come intraprendere un viaggio all’indietro nel tempo

Per reinventare lo spazio Mimesi 62 ha preso in considerazione molti fattori. “L’investigazione della memoria della piazza è stato un atto di conoscenza interpretativa. L’identificazione di geometrie -invarianti-, il condizionamento delle strade come forme urbane, la predominante trama di una struttura agricola, l’originale senso relazionale, i segni che hanno resistito ai cambiamenti nel tempo, sono state tutte fonti per le nostre scelte progettuali riscoprendo l’antico stretto percorso, allargato negli anni Trenta per esigenze di traffico. Il progetto ha proposto quattro piccole piazze come tradizionali punti di incontro, connesse da percorsi alberati con aree di sosta, luci e panchine. Ogni piazza ha un diverso tema compositivo. Nel 2005, questo intervento, di ristrutturazione urbana, ha permesso a Mimesi 62 di vincere il primo premio del Concorso Internazionale bandito per questarea.

Una sinfonia di forme: Laboratorio di città

A Misterbianco, in provincia di Catania, Mimesi 62 ha progettato il “Laboratorio di Città”, una sala per concerti e una galleria d’arte. Lo Studio si è aggiudicato il primo premio del concorso internazionale nel 2003. Il complesso include un auditorium con seicento posti a sedere, un’ampia galleria d’arte e diverse sale musicali di prova. Situato fra la città antica e i nuovi sobborghi in un’area urbana scarsamente densa, lo spazio crea e fissa la nuova identità artistica dell’area. Mimesi 62 ha creato due “contenitori” per ospitare attività simili. La galleria d’arte, il centro mediatico, la biblioteca e l’internet point sono raggruppati nel primo contenitore; l’auditorium/piccolo teatro, i laboratori musicali e i camerini nel secondo. Ogni contenitore è stato progettato per il suo scopo preciso e ha il suo accesso indipendente, ma entrambi si integrano in una più ampia composizione generale. Il grande spazio centrale esterno, che comprende il “fulcro del progetto” compositivo e funzionale, è sia un luogo di incontro sia un’estensione all’esterno delle sale.

Situato fra la città antica e i nuovi sobborghi in un’area urbana scarsamente densa, lo spazio crea e fissa la nuova identità artistica dell’area

Il team spiega così il simbolismo che sta alla base del progetto: “l’edificio costituisce in diversi modi una metafora della città. Identificando le linee di costruito che delimitano gli edifici e gli spazi interni, proponiamo dei limiti. Con l’espressione unitaria degli edifici, mediante un contenitore esclusivo degli spazi architettonici multiuso che agisce quasi come una piattaforma unitaria, evochiamo la comunità”.

Misterbianco si trova a meno di 50 km dal vulcano Etna, avvertendone la presenza. Questa iconica forza naturale è presente nel progetto attraverso l’uso di linee orizzontali che, geometrizzate nella trama lapidea del sedime e collocate in modo irregolare, creano un percorso ispirato al flusso della lava.

Alla base dei progetti di Mimesi 62 c’è un esasperato controllo del disegno, come strumento di comunicazione essenziale ed altamente esplicativo. Il software adoperato è Vectorworks Architect. “Noi amiamo il -bel disegno-, e Vectorworks ci aiuta ad ottenerlo. Si tratta di un software potente e affidabile, ma è allo stesso tempo rigoroso ed elegante. Le sue forti capacità artistiche e pittoriche – e soprattutto le sue trasparenze – ci permettono la migliore espressione”.

Mimesi 62 continua ad andare oltre i limiti stabiliti con i suoi progetti. “Normalmente consideriamo il nostro miglior lavoro l’ultimo progetto o quello su cui stiamo lavorando in quel preciso momento, poiché quel lavoro rappresenta la somma delle nostre esperienze ed è quindi il più maturo. E’ il fattore emotivo, anche sentimentale, a dare grande importanza al lavoro, ed è quasi impossibile per noi staccarci completamente da qualche progetto” spiega Giusto. Noi continuiamo a inseguire e riformulare soluzioni e linguaggi per mantenerli aggiornati”. Usando un linguaggio architettonico unico volto alla ricerca di nuove culture, Mimesi 62 ha creato una singolare poesia, espressione significativa e strettamente personalizzata.

 

Mimesi 62 Architetti Associati

Via A. Marchetti 18 a/e 50131 Firenze

Telefono: 055 588399

info@mimesi62.it www.mimesi62.it

 

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